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Bonus Libri ? 76% in meno di richieste. Un fallimento !

Bonus Libri 2019
Bonus Libri 2019 – Un fallimento

Come temevano l’aver voluto inserire il tetto ISEE di 20.000 euro ha causato il fallimento del Bonus LIbri per l’anno scolastico 2019-2020.

In risposta all’ interrogazione del consigliere Ghioni, in cui veniva chiesto all’amministrazione di fare il punto sull’adesione delle famiglie al “Bonus Libri”, l’assessore Varisco dopo essersi ancora giustificata sul perché aver voluto inserire il tetto ISEE ed aver inserito una serie di grafici inserisce una tabella da cui si evince che 232 famiglie hanno fatto domanda per il Bonus Libri.

Domande Bonus Libri

Bene. O meglio male, molto male, perché questo vuole dire che 232 domande sono il 76% in meno rispetto alle 998 dello scorso anno.

Un fallimento. Punto e basta. I numeri sono impietosi. Avranno forse risparmiato ma rimane il fatto che 3/4 delle famiglie di Paderno Dugnano (città di benestanti quindi) non hanno avuto accesso a questa agevolazione.

CasatiConsiglio ComunaleLega Paderno DugnanoMaggioranza

Dietrofront della maggioranza

Dietro fronte della maggioranza di centro sinistra sul tema Genitore 1 e Genitore 2
Genitore 1 e Genitore 2

L’amministrazione di centrosinistra fa dietro front. Almeno questo é quanto emerso dall’intervento, in verità un po’ altezzoso, dell’assessore Varisco in risposta all’OdG presentato dalla Lega sulla presenza della dicitura Genitore 1 e Genitore 2 sui moduli di adesione al progetto “La stanza dei segreti”  distribuito nelle scuole di Paderno Dugnano nelle scorse settimane.

In realtà l’intervento dell’assessore non ha chiarito alcuni aspetti. Non ha sicuramente chiarito se l’amministrazione fosse a conoscenza dei moduli riportanti la dicitura Genitore 1 e Genitore 2. Ha ringraziato la Lega per averlo portato alla loro attenzione, ma dubitiamo fortemente che non ne fossero a conoscenza.

Noi siamo convinti che lo sapessero e che fosse stata una scelta consapevole. Non possono giustificarsi dicendo che anche durante le passate amministrazioni sui moduli era sempre stata presente la dicitura “genitori”. Certo che era presente ma non Genitore 1 e Genitore 2. Ed é una bella differenza.

Molto probabilmente qualcuno in maggioranza, o vicino ad essa, venuto a sapere di quanto stava succedendo, ha mostrato la propria contrarietà facendo fare retromarcia e di fatto bacchettando i peones pro LGBT presenti nella stessa.

Il tema, a nostro avviso, è molto delicato perché sostituire le parole padre e madre con Genitore 1 e Genitore 2 è un altro tassello che si vuole aggiungere al disegno atto a svuotare di significato l’essere genitore ovvero essere padre o madre.

Si vogliono confondere i ruoli. Sembra sia un modo di nascondersi dietro ad una neutralità che nella vita non esiste. Ci sono responsabilità etiche in primis, che l’essere padre e/o madre comporta. E’ un ulteriore passo che porta a destrutturare la famiglia affinché poi possa essere rigenerata come un’entità neutra, un contenitore in cui può essere inserito tutto ma che diventa un’altra cosa. Si vuole disumanizzare la famiglia e cancellare i fondamenti valoriali della comunità civile.

Intanto diciamolo chiaramente: nel nostro ordinamento giuridico, che ci piaccia o meno, un minore può essere figlio solo di un padre o di una madre e non di due uomini o di due donne… Quindi la legge vieta l’omogenitorialità come ribadito da una recente sentenza della consulta anche se giudici e sindaci, come spesso, troppo spesso, hanno fatto spallucce e sono andati per la loro strada.

Ci troviamo di fronte quindi ad un’ evidente forzatura e, come spesso accade, tutto ciò rende evidente la maestria di alcuni a complicare o rendere difficili le cose facili e che va, forse, a tutela di pochi e a discapito di tanti.

Se tale formulazione é nata anche con lo scopo di tutelare i figli dal fatto di non avere un padre o una madre, non può però risolvere il dolore della mancanza di una figura paterna o materna. Dico anche perché dal nostro punto di vista nasce con l’unico scopo di tutelare le coppie omogenitoriali.

Padre o madre non possono essere sostituiti. Non ci si può nascondere dietro a dei termini vuoti e generici. Ma mettiamoci nei panni anche di chi vuole essere padre o madre ed essere definito come tale. Siamo sicuri che l’essere definito Genitore 1 o Genitore 2 non possa creare un disagio e ingenerare confusione nei figli sul ruolo dei genitori ?

Non fosse altro perché si viene a creare una gerarchia numerica.

Ripeto una gerarchia numerica ! Che afferma che i genitori non sono più sullo stesso piano di dignità. Chi é l’1 e chi é il 2 ? I numeri come le parole hanno un significato e l’uno viene prima del due.

Se l’obiettivo, il progetto de “La stanza dei segreti” é quello di essere uno sportello di ascolto rivolto ai problemi dei minori, in una fase estremamente delicata della loro crescita, temo che l’uso di questi termini possa essere un messaggio fuorviante che ingenera dubbi sulla costituzione del nucleo familiare, ove invece va ribadito il pieno diritto di ogni minore ad essere cresciuto da un padre e da una madre.

Una madre, …. un padre danno ai figli il senso del loro passato, presente e futuro, ci permette di identificarci nelle generazioni successive. Snaturarne il ruolo toglie ai figli l’identità. Madri e padri hanno generato l’umanità. Questo é incontestabile. Vogliamo una società fatta di cloni e di fatto senza le diversità che poi generano ricchezza ?

Non sappiamo come si sia arrivati alla stesura di questo modulo. Due sono le cose incontestabili:

  • la dicitura in calce é presente e i moduli sono stati distribuiti
  • questa amministrazione ha apposto il proprio sigillo al modulo

Si tratta quindi dell’ennesimo pasticcio di quest’amministrazione.

Un appunto anche al presidente Arosio. Se l’OdG é stato presentato con carattere di urgenza un motivo c’era ed era quello che proprio in quei giorni i moduli erano in distribuzione e il nostro obiettivo era quello di bloccarne la consegna e sostituirli con quelli con la dicitura padre e madre. Ed invece il presidente non ha accolto il carattere di urgenza e l’OdG é stato discusso quasi un mese dopo quando ormai il danno era stato compiuto.

Andreotti diceva che a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Ecco pensiamo di averci azzeccato.

In ogni caso una nostra vittoria, una vittoria della Lega.

Consiglio ComunaleLega Paderno Dugnano

Arroganza e demagogia. Questo è il PD

Il PD e le altre forze della maggioranza
I banchi della maggioranza

Ieri sera, nella prima parte della seduta del Consiglio Comunale, abbiamo assistito a qualcosa di nuovo e sicuramente poco edificante, politicamente parlando. Arroganza e demagogia. Questo è il PD.

Tra i vari punti all’ordine del giorno vi era l’elezione del Presidente e del Vice-Presidente del Consiglio Comunale.

Trovato l’accordo sul nome di Simona Arosio per quanto riguarda la presidenza abbiamo invece assistito ad un’ingerenza da parte del PD in merito all’elezione del vice.

La prassi è sempre stata che la scelta del vice fosse una faccenda interna alla minoranza con l’astensione della maggioranza.

Ieri sera, a fronte della proposta della minoranza nella minoranza (Si per Ghioni, Paderno Dugnano Cresce e Forza Italia) di portare avanti la debole candidatura di Roberto Boffi in contrapposizione a quella di Annunziato Papaleo (Lega) il PD, invece che astenersi, ha pensato bene di votare a favore insieme ai consiglieri di Di Maio, ma con l’astensione del Sindaco e dei consiglieri di Giuranna.

La prima considerazione è quella che il PD ha dimostrato un’arroganza e una mancanza di stile che lascia perplessi ed è probabilmente figlia della supponenza della loro capogruppo Daniela Caputo.

Ne prendiamo atto. Del resto la classe non é acqua.

Una seconda considerazione è da farsi all’interno della minoranza. Hanno voluto dimostrare di esserci ma soprattutto di gettare le basi per futuri inciuci con il sindaco. Ne eravamo convinti già da prima del 9 giugno e in tutta sincerità speriamo che decidano presto con chi stare. E’ una questione di correttezza e serietà nei confronti dei cittadini di Paderno Dugnano.

Archiviata l’elezione delle due cariche si è passati alla discussione dell’emendamento presentato dalla Lega contro la delibera di giunta che introduce il limite ISEE a 20.000 euro per poter fruire del Bonus Libri.

La Lega, dalla voce di tutti i suoi consiglieri, ha fatto sentire una ferma contrarietà alla delibera in quanto va a ledere il diritto allo studio come sancito dall’articolo 34 della nostra costituzione, ovvero la gratuità della scuola dell’obbligo oltreché smontare l’assioma che questa delibera sarebbe un segnale di equità sociale.

La costituzione non va interpretata come ci hanno voluto far intendere gli assessori e i consiglieri di maggioranza. Va semplicemente applicata. Delle interpretazioni se ne occupa la Corte Costituzionale, non la giunta comunale di Paderno Dugnano.

Parlare di equità sociale quando si escludono dalla fruizione del Bonus Libri gran parte delle famiglie normali ci sembra assurdo. Se avere un reddito ISEE superiore a 20.000 euro significa essere ricchi allora siamo nel paese del bengodi.

A proposito, noi sappiamo benissimo cos’é il reddito ISEE. Non so voi, vero assessore Varisco ?

Arroganza e demagogia. Questo è il PD. Quella della maggioranza é stata una scelta politica di cui se ne devono assumere la responsabilità.

Gli interventi dei consiglieri della Lega e le sterili repliche della maggioranza hanno protratto la discussione per oltre tre ore, cosa che non è piaciuta alla neo assessore al bilancio, Antonella Caniato, che a margine del proprio intervento sulla variazione di bilancio, in modo stizzito, ha detto “che non si possono perdere tre ore a discutere del Bonus Libri“.

Detto da una dirigente scolastica é a dir poco imbarazzante.

Un ultimo appunto anche sulla variazione di bilancio. Da quanto emerge dalla lettura dei numeri la sicurezza non è un tema su cui vuole investire questa amministrazione.

Ne prendiamo atto, ma ce ne dispiace perché a pagarne le conseguenze saranno i cittadini di Paderno Dugnano. Tutti.

Appuntamento a questa sera per la seconda parte del Consiglio Comunale.

Consiglio Comunale

Una scelta marcatamente ideologica

Obbligatorietà della certificazione ISEE
Bonus Libri

La giunta Casati inserisce l’obbligatorietà di una certificazione ISEE pari o inferiore a 20.000 euro per poter usufruire del Bonus Libri per gli studenti delle Scuole Secondarie di Primo Grado di Paderno Dugnano.

Ricordiamo che il Bonus Libri, introdotto anni fa dalla giunta di centro destra, era nato con lo scopo di garantire il diritto allo studio nell’ambito dell’obbligo scolastico a tutti gli studenti residenti di Paderno Dugnano, indipendentemente dall’attestazione ISEE delle famiglie.

Il sindaco Casati e l’assessore Varisco motivano la scelta, nell’ambito di un’azione di sostegno alle famiglie per un principio di equità fiscale destinando i risparmi a implementare una serie di servizi educativi scolastici per gli studenti con disabilità.

Dal nostro punto di vista ci sembra invece una scelta marcatamente ideologica, molto di sinistra, che non aggiunge nulla al mondo del sostegno al diritto allo studio, ma che sicuramente toglie qualcosa alle famiglie e siamo sicuri che non saranno sicuramente solo i “ricchi” a sentirsi esclusi, ma tutti quei cittadini a cui è stato tolto un diritto, o almeno una parte dello stesso.

Se il principio é quello dell’equità fiscale un ISEE pari o inferiore a 20.000 euro che include anche le famiglie con doppio reddito ne taglierà fuori tantissime che sicuramente non si possono definire benestanti.

Lo scopo con cui era stato introdotto era diverso. Era quello di garantire il diritto allo studio. A tutti. Così viene svuotato del significato. Meglio toglierlo a tutti allora. Per chi ha un reddito molto basso esiste sempre la dote scuola.

Siamo sicuri che i soldi risparmiati serviranno ad implementare dei nuovi servizi educativi rivolti agli studenti con disabilità ?

Nessuno discute il fine, ma se veramente quello era l’obiettivo forse bisognava cercare un’altra strada.

CasatiConsiglio ComunaleGiunta

A Ezio terzo va bene così

a ezio terzo va bene così

Tutti la aspettavano e finalmente dopo 16 giorni di gestazione nasce la nuova giunta. Un’attesa lunga, il cui esito non era così scontato viste le premesse.

Diciamolo chiaramente: E’ indubbiamente una giunta di sinistra, molto di sinistra. Di centro poco o nulla.

L’esito appunto. Balza subito all’occhio il fatto che siano stati nominati 6 assessori e non 7, possibilità che il sindaco si riserva di nominare nel prossimo futuro.

Perché questa scelta ? Non per una questione di risparmio ma perché Casati, da vecchio marpione stile prima repubblica, riesce a tenere sotto scacco la sua maggioranza dando la speranza a tutti, più o meno, di ambire al settimo assessorato.

Distribuendo le deleghe il tre volte sindaco ha attentamente evitato di creare assessorati troppo autorevoli mischiando le carte e soprattutto tenendo per se la delega all’urbanistica e all’edilizia privata. Il dubbio è che stia preparando l’ingresso di qualche professionista del settore. Vedi il settimo assessorato.

Giovanni Giuranna, uomo di sinistra travestito da insegnante di religione, viene disinnescato impedendogli l’ingresso nel gotha degli assessorati come urbanistica e bilancio. Il vero sconfitto dopo questo mercanteggiamento. Dimostra di non avere il phisique du role per fare politica. Un conto è fare il capo popolo altro è rimanere fermi sulle proprie posizioni e non accettare solo compromessi al ribasso.

Antonella Caniato, che per competenze, avrebbe avuto più senso delegarla alla scuola e cultura viene messa al bilancio. Obiettivo di Casati è mettere una persona di fiducia che non faccia danni o si metta di traverso.

Anna Varisco, una apparatčik, ambientalista di sinistra. Ma poiché in Italia il tema dell’ambiente è stato usato dalla sinistra come specchietto per le allodole per portare voti, è in tutto e per tutto una figura molto rossa e un poco verde. La sua delega pesante, ovvero la scuola, rispecchierà il suo credo politico ? Ne dubito perché la società non è più disposta ad ascoltare il solito refrain.

Michela Scorta, dal mio punto di vista, la definirei una radical chic. Ha deleghe di sinistra, da pasionaria. Deleghe che sarebbero state perfette in mano a Daniela Caputo, al momento rimasta fuori dai giochi. Ma anche qui Ezio Terzo ha giocato d’anticipo, disinnescando in anticipo ogni possibile fuga in avanti.

Giovanni Di Maio. Che dire del ras di Palazzolo ? E’ stato accontentato. Ha ottenuto la delega alla polizia locale e questo la dice lunga su come intende approcciare il tema sicurezza la nuova amministrazione. Con sufficienza. Senza investire troppo. Certo che alcuni suoi atteggiamenti troppo borderline potrebbero essere di imbarazzo per la nuova amministrazione.

Paolo Mapelli. Temo si possa ripetere l’errore già fatto dalla precedente amministrazione quando ha nominato Anna Campi. Purtroppo per affrontare un tema come il Carrefour e su quello che può rappresentare per Paderno Dugnano non si può avere come punto di osservazione quello della propria piccola attività commerciale. Ma forse, anche qui, a Ezio terzo va bene così.