Consiglio ComunaleLega Paderno Dugnano

Arroganza e demagogia. Questo è il PD

Il PD e le altre forze della maggioranza
I banchi della maggioranza

Ieri sera, nella prima parte della seduta del Consiglio Comunale, abbiamo assistito a qualcosa di nuovo e sicuramente poco edificante, politicamente parlando. Arroganza e demagogia. Questo è il PD.

Tra i vari punti all’ordine del giorno vi era l’elezione del Presidente e del Vice-Presidente del Consiglio Comunale.

Trovato l’accordo sul nome di Simona Arosio per quanto riguarda la presidenza abbiamo invece assistito ad un’ingerenza da parte del PD in merito all’elezione del vice.

La prassi è sempre stata che la scelta del vice fosse una faccenda interna alla minoranza con l’astensione della maggioranza.

Ieri sera, a fronte della proposta della minoranza nella minoranza (Si per Ghioni, Paderno Dugnano Cresce e Forza Italia) di portare avanti la debole candidatura di Roberto Boffi in contrapposizione a quella di Annunziato Papaleo (Lega) il PD, invece che astenersi, ha pensato bene di votare a favore insieme ai consiglieri di Di Maio, ma con l’astensione del Sindaco e dei consiglieri di Giuranna.

La prima considerazione è quella che il PD ha dimostrato un’arroganza e una mancanza di stile che lascia perplessi ed è probabilmente figlia della supponenza della loro capogruppo Daniela Caputo.

Ne prendiamo atto. Del resto la classe non é acqua.

Una seconda considerazione è da farsi all’interno della minoranza. Hanno voluto dimostrare di esserci ma soprattutto di gettare le basi per futuri inciuci con il sindaco. Ne eravamo convinti già da prima del 9 giugno e in tutta sincerità speriamo che decidano presto con chi stare. E’ una questione di correttezza e serietà nei confronti dei cittadini di Paderno Dugnano.

Archiviata l’elezione delle due cariche si è passati alla discussione dell’emendamento presentato dalla Lega contro la delibera di giunta che introduce il limite ISEE a 20.000 euro per poter fruire del Bonus Libri.

La Lega, dalla voce di tutti i suoi consiglieri, ha fatto sentire una ferma contrarietà alla delibera in quanto va a ledere il diritto allo studio come sancito dall’articolo 34 della nostra costituzione, ovvero la gratuità della scuola dell’obbligo oltreché smontare l’assioma che questa delibera sarebbe un segnale di equità sociale.

La costituzione non va interpretata come ci hanno voluto far intendere gli assessori e i consiglieri di maggioranza. Va semplicemente applicata. Delle interpretazioni se ne occupa la Corte Costituzionale, non la giunta comunale di Paderno Dugnano.

Parlare di equità sociale quando si escludono dalla fruizione del Bonus Libri gran parte delle famiglie normali ci sembra assurdo. Se avere un reddito ISEE superiore a 20.000 euro significa essere ricchi allora siamo nel paese del bengodi.

A proposito, noi sappiamo benissimo cos’é il reddito ISEE. Non so voi, vero assessore Varisco ?

Arroganza e demagogia. Questo è il PD. Quella della maggioranza é stata una scelta politica di cui se ne devono assumere la responsabilità.

Gli interventi dei consiglieri della Lega e le sterili repliche della maggioranza hanno protratto la discussione per oltre tre ore, cosa che non è piaciuta alla neo assessore al bilancio, Antonella Caniato, che a margine del proprio intervento sulla variazione di bilancio, in modo stizzito, ha detto “che non si possono perdere tre ore a discutere del Bonus Libri“.

Detto da una dirigente scolastica é a dir poco imbarazzante.

Un ultimo appunto anche sulla variazione di bilancio. Da quanto emerge dalla lettura dei numeri la sicurezza non è un tema su cui vuole investire questa amministrazione.

Ne prendiamo atto, ma ce ne dispiace perché a pagarne le conseguenze saranno i cittadini di Paderno Dugnano. Tutti.

Appuntamento a questa sera per la seconda parte del Consiglio Comunale.

CasatiConsiglio ComunaleGiunta

A Ezio terzo va bene così

a ezio terzo va bene così

Tutti la aspettavano e finalmente dopo 16 giorni di gestazione nasce la nuova giunta. Un’attesa lunga, il cui esito non era così scontato viste le premesse.

Diciamolo chiaramente: E’ indubbiamente una giunta di sinistra, molto di sinistra. Di centro poco o nulla.

L’esito appunto. Balza subito all’occhio il fatto che siano stati nominati 6 assessori e non 7, possibilità che il sindaco si riserva di nominare nel prossimo futuro.

Perché questa scelta ? Non per una questione di risparmio ma perché Casati, da vecchio marpione stile prima repubblica, riesce a tenere sotto scacco la sua maggioranza dando la speranza a tutti, più o meno, di ambire al settimo assessorato.

Distribuendo le deleghe il tre volte sindaco ha attentamente evitato di creare assessorati troppo autorevoli mischiando le carte e soprattutto tenendo per se la delega all’urbanistica e all’edilizia privata. Il dubbio è che stia preparando l’ingresso di qualche professionista del settore. Vedi il settimo assessorato.

Giovanni Giuranna, uomo di sinistra travestito da insegnante di religione, viene disinnescato impedendogli l’ingresso nel gotha degli assessorati come urbanistica e bilancio. Il vero sconfitto dopo questo mercanteggiamento. Dimostra di non avere il phisique du role per fare politica. Un conto è fare il capo popolo altro è rimanere fermi sulle proprie posizioni e non accettare solo compromessi al ribasso.

Antonella Caniato, che per competenze, avrebbe avuto più senso delegarla alla scuola e cultura viene messa al bilancio. Obiettivo di Casati è mettere una persona di fiducia che non faccia danni o si metta di traverso.

Anna Varisco, una apparatčik, ambientalista di sinistra. Ma poiché in Italia il tema dell’ambiente è stato usato dalla sinistra come specchietto per le allodole per portare voti, è in tutto e per tutto una figura molto rossa e un poco verde. La sua delega pesante, ovvero la scuola, rispecchierà il suo credo politico ? Ne dubito perché la società non è più disposta ad ascoltare il solito refrain.

Michela Scorta, dal mio punto di vista, la definirei una radical chic. Ha deleghe di sinistra, da pasionaria. Deleghe che sarebbero state perfette in mano a Daniela Caputo, al momento rimasta fuori dai giochi. Ma anche qui Ezio Terzo ha giocato d’anticipo, disinnescando in anticipo ogni possibile fuga in avanti.

Giovanni Di Maio. Che dire del ras di Palazzolo ? E’ stato accontentato. Ha ottenuto la delega alla polizia locale e questo la dice lunga su come intende approcciare il tema sicurezza la nuova amministrazione. Con sufficienza. Senza investire troppo. Certo che alcuni suoi atteggiamenti troppo borderline potrebbero essere di imbarazzo per la nuova amministrazione.

Paolo Mapelli. Temo si possa ripetere l’errore già fatto dalla precedente amministrazione quando ha nominato Anna Campi. Purtroppo per affrontare un tema come il Carrefour e su quello che può rappresentare per Paderno Dugnano non si può avere come punto di osservazione quello della propria piccola attività commerciale. Ma forse, anche qui, a Ezio terzo va bene così.

Consiglio ComunaleGiunta

Di Maio ? No tu no

Di Maio non lo vogliono
Giovanni Di Maio

Di Maio ? No tu no. Questo sembra essere il motivo alla base del ritardo nel definire la nuova giunta di Paderno Dugnano.

I nomi che circolano sembrano essere questi: Casati (urbanistica), Mapelli (commercio e attività produttive), Varisco (scuola e cultura), Scorta (servizi sociali), Giuranna (lavori pubblici), Caniato (bilancio), Di Maio (?).

Ed è proprio qui che nasce il problema. Se lasciano Di Maio fuori dai giochi (farà il Vice Sindaco ???) il ras di Palazzolo darà battaglia e probabilmente si sfilerà dalla maggioranza. Bisogna capire se una sua uscita sarà seguita anche da Daniela Laganà, Simona Arosio e Michele Scirpoli, eletti nelle liste in appoggio alla sua candidatura a sindaco.

Un’uscita in blocco minerebbe, e non di poco, la maggioranza, ma in tutta onestà sembra un’ipotesi lontana anche perché sembra che non vi sia molta coesione e sicuramente gli eletti di 7 Frazioni sembrano rispondere più al padre “nobile” della lista (De Simone) che a Di Maio. Anche la Laganà sembra essere in rotta di collisione con Giovannino. Quindi nubi scure all’orizzonte.

Per quanto riguarda la giunta i nomi che circolano sembrano confermare la lotta intestina tra le donne del PD che avevamo già anticipato in un precedente articolo (Quote rosa e umore nero) . Per il resto aspettiamo l’ufficializzazione.

Intanto Paderno Dugnano aspetta. Sono già passati 16 giorni …

Consiglio Comunale

Quote rosa e umore nero

Si prospetta all’orizzonte nel PD la grana delle quote rosa. Le donne del PD sono sul piede di guerra. Se sembra che per la Caniato non ci siano problemi (in realtà potrebbe esserci il problema dell’incompatibilta con il suo ruolo di dirigente scolastico. Ovviamente dipenderà dalle deleghe che riceverà) altra è invece la lotta intestina tra i due avvocati Daniela Caputo e Michela Scorta. Una delle due rimarrà quasi sicuramente con il cerino in mano e questa potrebbe essere la militante palazzolese (Palazzolo caput mundi) del PD nonostante abbia doppiato in termini di preferenze la Scorta. Entrambe avvocati ma con i caratteri agli antipodi. Una, la Caputo, la pasionaria del PD locale, molto a sinistra nel partito e spesso portavoce di battaglie che potrebbero imbarazzare l’ala moderata e filo cattolica del partito. L’altra, la Scorta, donna in carriera, con una presenza nel passato Consiglio Comunale abbastanza impalpabile. La Caputo avrebbe però un altro motivo per essere profondamente delusa. Il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale dato alla neo eletta ed inesperta Simona Arosio della lista 7 Frazioni anch’essa palazzolese doc. E qui oltre a quanto già esposto ci sarebbe anche un problema d’immagine personale in quanto tra gli eletti della frazione sarebbe quella che rimarrebbe con un pugno di mosche in mano e nemmeno la presidenza di una commissione potrebbe mitigare la sua delusione.