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Consiglio Comunale

Una scelta marcatamente ideologica

Obbligatorietà della certificazione ISEE
Bonus Libri

La giunta Casati inserisce l’obbligatorietà di una certificazione ISEE pari o inferiore a 20.000 euro per poter usufruire del Bonus Libri per gli studenti delle Scuole Secondarie di Primo Grado di Paderno Dugnano.

Ricordiamo che il Bonus Libri, introdotto anni fa dalla giunta di centro destra, era nato con lo scopo di garantire il diritto allo studio nell’ambito dell’obbligo scolastico a tutti gli studenti residenti di Paderno Dugnano, indipendentemente dall’attestazione ISEE delle famiglie.

Il sindaco Casati e l’assessore Varisco motivano la scelta, nell’ambito di un’azione di sostegno alle famiglie per un principio di equità fiscale destinando i risparmi a implementare una serie di servizi educativi scolastici per gli studenti con disabilità.

Dal nostro punto di vista ci sembra invece una scelta marcatamente ideologica, molto di sinistra, che non aggiunge nulla al mondo del sostegno al diritto allo studio, ma che sicuramente toglie qualcosa alle famiglie e siamo sicuri che non saranno sicuramente solo i “ricchi” a sentirsi esclusi, ma tutti quei cittadini a cui è stato tolto un diritto, o almeno una parte dello stesso.

Se il principio é quello dell’equità fiscale un ISEE pari o inferiore a 20.000 euro che include anche le famiglie con doppio reddito ne taglierà fuori tantissime che sicuramente non si possono definire benestanti.

Lo scopo con cui era stato introdotto era diverso. Era quello di garantire il diritto allo studio. A tutti. Così viene svuotato del significato. Meglio toglierlo a tutti allora. Per chi ha un reddito molto basso esiste sempre la dote scuola.

Siamo sicuri che i soldi risparmiati serviranno ad implementare dei nuovi servizi educativi rivolti agli studenti con disabilità ?

Nessuno discute il fine, ma se veramente quello era l’obiettivo forse bisognava cercare un’altra strada.

CasatiConsiglio ComunaleLega Paderno Dugnano

Caro Marco

Caro Marco
Casati e Alparone

Riceviamo e pubblichiamo.

Caro Marco,
questa foto con il Sindaco PD Casati di Paderno Dugnano a pochi giorni dal voto potevi risparmiarcela.

Da ex Sindaco di Paderno Dugnano ci hai fatto perdere le elezioni perché hai pensato bene di sostenere al primo turno una persona che ti fosse fedele anziché chi aveva la capacità e l’esperienza per essere stato il tuo vicesindaco per 10 anni.

Hai così sostenuto il nostro avversario Ghioni, ma poiché il tuo partito (sempre che lo sia ancora) Forza Italia ufficialmente era con noi, quindi con Bogani della Lega, non ti sei neppure potuto candidare ed esporre più di tanto.

Dopo mesi di tira e molla, cercando di toglierci il sostegno di Forza Italia che poi è comunque arrivato anche se localmente poco convinto e solo pochi giorni prima dell’avvio della campagna elettorale, non ti sei candidato con quelle persone che invece ti hanno sostenuto e si sono impegnate per 10 anni prima con te come Sindaco ed infine per farti eleggere in Regione Lombardia.

Tutto perché hai messo la tua persona davanti al bene di Paderno Dugnano.
Al secondo turno hai continuato a non esporti e così abbiamo perso per una manciata di voti.
Certo che oramai avremmo perso anche se ti fossi impegnato, una volta giunti al secondo turno, perché oramai a Paderno Dugnano, dopo il primo turno, avevi già perso la tua credibilità e questa foto non è altro che la ciliegina sulla torta.

Gia, non ti sei candidato al primo turno con chi ti ha fatto eleggere in Regione e adesso fai bene a farti fare delle sorridenti fotografie con il sindaco Casati del PD che di fatto hai sostenuto vanificando tutto il buon lavoro degli ultimi dieci anni di centrodestra. Non il tuo lavoro, ma quello di una squadra che adesso hai tradito.

Fai bene a spostarti da quella parte con i compagni della tua presunta lista civica di centrodestra, così dicevi tu, che però già si è avvicinata di più alla sinistra, che governa, piuttosto che al centrodestra che siede orgoglioso all’opposizione.

Orgoglioso si, perché noi andiamo avanti a testa alta anche se abbiamo perso. Perché noi siamo il primo partito, siamo gli unici che hanno detto no ad accordi con gli opportunisti e perché abbiamo messo la nostra dignità e l’onore davanti agli interessi partitici o personali.

Noi lo abbiamo fatto perché siamo la Lega. E tu?
Tanto ti dovevo.

Ettore Fusco (Sezione Lega Paderno Dugnano)

Consiglio Comunale

Davvero Roberto Boffi si riferiva a me ?

Consiglio Comunale del 1 luglio 2019
Consiglio Comunale 1/7/2019

Davvero Roberto Boffi si riferiva a me?
Stento a crederci. Inverosimile e soprattutto manca della parte più importante: una seria autocritica.

Premetto che il Boffi esce da cinque anni di assessore con una delega di massima visibilità, quella dei servizi sociali, e che ciononostante ha ottenuto (molte) meno preferenze di me, io le ho triplicate, e soprattutto che a differenza sua sono stato solamente consigliere comunale, oltretutto con vita direi – ancora a differenza sua – non proprio facile all’interno della maggioranza sin dagli esordi. Mi pare questa una prima prova oggettiva che il Boffi stia sparando nella direzione sbagliata e che abbia preso fischi per fiaschi.

In ogni caso è essenziale il fatto che Boffi nel suo discorso in consiglio comunale non abbia potuto parlare a nome del gruppo, dovendolo oltretutto (suo malgrado) precisare.

Un gruppo che mi è francamente parso abbia rinviato all’ultimo le proprie scelte, puntando al ballottaggio, quasi volendo fare in modo che quella fatidica scelta “da che parte stare” la prendessero – al posto loro – i cittadini.

Poi la dura realtà: pare non fossero la stella polare, e che avessero piuttosto un peso simile, se non inferiore, ad altri gruppi civici, mentre il loro candidato – per loro sicuro vincente – pare altresì non li abbia distinti in quel panorama. Mi spiace che sia costretto a precisarlo per farlo presente ad un supponente Boffi, cosa che mi costa dispiacere personale per la grande amicizia e stima personale che ho per Alberto Ghioni.

A prova di ciò, a seguito della scelta tra Bogani e Casati, il gruppo sembra essersi spaccato con fuori uscite, campagne avverse, ed a quanto pare non sembra essersi ancora ricomposto. All’osservazione, nel primo consiglio comunale, Boffi (PDC) era fisicamente separato da Ghioni (Sì) con un Torraca (FI) nel mezzo.

Queste erano, ed a quanto pare sono, le condizioni del nostro alleato aggiunto al ballottaggio: condizioni di estrema debolezza, divisione, e che ancora oggi sembra manca nella condivisione (primi voti in consiglio).

Per questo al consiglio comunale, più che il discorso di Boffi ed a chi potesse riferirsi, stavo osservando da che pulpito stesse venendo la predica. Un pulpito che, prima di puntare il dito contro l’unico gruppo coeso e deciso nel fare opposizione, necessiterebbe a mio avviso un serio esame di coscienza ed un tournaround politico strategico.

Come prima si vedeva il solo motore Lega tirare la coalizione di Bogani (Boffi ai gazebo non lo ho visto), ora, al momento, di opposizione al centro sinistra in Paderno Dugnano ne vedo solo una, tutta Lega naturalmente.
E Boffi?

Devo dire infatti che non mi sono passati inosservati nemmeno dei possibili ammiccamenti tra la nuova amministrazione ed il Boffi, un politico che il salto “di schieramento” già lo fece; ma questa è un’altra storia…

Consiglio ComunaleGiuranna

Umiliato

umiliato
Giovanni Giuranna umiliato

Umiliato. Giovanni Giuranna alla prova dei fatti é stato umiliato di fronte ai propri elettori carichi di aspettative dall’arroganza del duo Casati – Di Maio.

Cinque anni all’opposizione ed una campagna da candidato sindaco e capo popolo incentrata sullo slogan “La città ai cittadini” ed alla fine, nonostante il più che buono risultato elettorale, si ritrova con un pugno di mosche in mano o quasi.

Farà parte di una giunta specchio della vecchia politica con un sindaco, un vice sindaco e la loro corte che saranno molto attivi e propositivi sui soliti temi che hanno caratterizzato i precedenti tre mandati del centro sinistra a Paderno Dugnano e lui potrà fare ben poco.

Non avrà nemmeno la possibilità di intrattenere il suo pubblico con i suoi melliflui monologhi. Potrà farlo in giunta, ma avranno voglia di ascoltarlo ? Ne dubito.

Non basta solo avere la poltrone, bisogna che siano di peso e lui, a non ce le ha.

Forse un appoggio esterno avrebbe avuto più senso. Così facendo ci sarebbe una maggioranza sempre a rischio di essere messa in difficoltà quando si giunge alla conta. Dal punto di vista di Giuranna questo però vorrebbe dire poter far pesare i suoi voti.

Questo aspetto gli è probabilmente sfuggito ed ecco che emerge tutta la sua inadeguatezza.

Memore dei cinque anni passati insieme ad un’inconcludente ed incapace opposizione che non è riuscita mai ad incidere sulle scelte della maggioranza ha pensato che per poter decidere fosse necessario sedere nella stanza dei bottoni.

Ma se quando sei dentro nella stanza non conti allora forse è utile far pesare i tuoi voti indebolendo la maggioranza. Fare politica significa anche essere furbi, scaltri e lui ha dimostrato di non esserlo. Per i puristi é un aspetto positivo ma in politica corri il rischio di essere fagocitato e umiliato, come è successo.

CasatiConsiglio ComunaleGiunta

A Ezio terzo va bene così

a ezio terzo va bene così

Tutti la aspettavano e finalmente dopo 16 giorni di gestazione nasce la nuova giunta. Un’attesa lunga, il cui esito non era così scontato viste le premesse.

Diciamolo chiaramente: E’ indubbiamente una giunta di sinistra, molto di sinistra. Di centro poco o nulla.

L’esito appunto. Balza subito all’occhio il fatto che siano stati nominati 6 assessori e non 7, possibilità che il sindaco si riserva di nominare nel prossimo futuro.

Perché questa scelta ? Non per una questione di risparmio ma perché Casati, da vecchio marpione stile prima repubblica, riesce a tenere sotto scacco la sua maggioranza dando la speranza a tutti, più o meno, di ambire al settimo assessorato.

Distribuendo le deleghe il tre volte sindaco ha attentamente evitato di creare assessorati troppo autorevoli mischiando le carte e soprattutto tenendo per se la delega all’urbanistica e all’edilizia privata. Il dubbio è che stia preparando l’ingresso di qualche professionista del settore. Vedi il settimo assessorato.

Giovanni Giuranna, uomo di sinistra travestito da insegnante di religione, viene disinnescato impedendogli l’ingresso nel gotha degli assessorati come urbanistica e bilancio. Il vero sconfitto dopo questo mercanteggiamento. Dimostra di non avere il phisique du role per fare politica. Un conto è fare il capo popolo altro è rimanere fermi sulle proprie posizioni e non accettare solo compromessi al ribasso.

Antonella Caniato, che per competenze, avrebbe avuto più senso delegarla alla scuola e cultura viene messa al bilancio. Obiettivo di Casati è mettere una persona di fiducia che non faccia danni o si metta di traverso.

Anna Varisco, una apparatčik, ambientalista di sinistra. Ma poiché in Italia il tema dell’ambiente è stato usato dalla sinistra come specchietto per le allodole per portare voti, è in tutto e per tutto una figura molto rossa e un poco verde. La sua delega pesante, ovvero la scuola, rispecchierà il suo credo politico ? Ne dubito perché la società non è più disposta ad ascoltare il solito refrain.

Michela Scorta, dal mio punto di vista, la definirei una radical chic. Ha deleghe di sinistra, da pasionaria. Deleghe che sarebbero state perfette in mano a Daniela Caputo, al momento rimasta fuori dai giochi. Ma anche qui Ezio Terzo ha giocato d’anticipo, disinnescando in anticipo ogni possibile fuga in avanti.

Giovanni Di Maio. Che dire del ras di Palazzolo ? E’ stato accontentato. Ha ottenuto la delega alla polizia locale e questo la dice lunga su come intende approcciare il tema sicurezza la nuova amministrazione. Con sufficienza. Senza investire troppo. Certo che alcuni suoi atteggiamenti troppo borderline potrebbero essere di imbarazzo per la nuova amministrazione.

Paolo Mapelli. Temo si possa ripetere l’errore già fatto dalla precedente amministrazione quando ha nominato Anna Campi. Purtroppo per affrontare un tema come il Carrefour e su quello che può rappresentare per Paderno Dugnano non si può avere come punto di osservazione quello della propria piccola attività commerciale. Ma forse, anche qui, a Ezio terzo va bene così.

Consiglio ComunaleGiunta

Di Maio ? No tu no

Di Maio non lo vogliono
Giovanni Di Maio

Di Maio ? No tu no. Questo sembra essere il motivo alla base del ritardo nel definire la nuova giunta di Paderno Dugnano.

I nomi che circolano sembrano essere questi: Casati (urbanistica), Mapelli (commercio e attività produttive), Varisco (scuola e cultura), Scorta (servizi sociali), Giuranna (lavori pubblici), Caniato (bilancio), Di Maio (?).

Ed è proprio qui che nasce il problema. Se lasciano Di Maio fuori dai giochi (farà il Vice Sindaco ???) il ras di Palazzolo darà battaglia e probabilmente si sfilerà dalla maggioranza. Bisogna capire se una sua uscita sarà seguita anche da Daniela Laganà, Simona Arosio e Michele Scirpoli, eletti nelle liste in appoggio alla sua candidatura a sindaco.

Un’uscita in blocco minerebbe, e non di poco, la maggioranza, ma in tutta onestà sembra un’ipotesi lontana anche perché sembra che non vi sia molta coesione e sicuramente gli eletti di 7 Frazioni sembrano rispondere più al padre “nobile” della lista (De Simone) che a Di Maio. Anche la Laganà sembra essere in rotta di collisione con Giovannino. Quindi nubi scure all’orizzonte.

Per quanto riguarda la giunta i nomi che circolano sembrano confermare la lotta intestina tra le donne del PD che avevamo già anticipato in un precedente articolo (Quote rosa e umore nero) . Per il resto aspettiamo l’ufficializzazione.

Intanto Paderno Dugnano aspetta. Sono già passati 16 giorni …

CasatiConsiglio ComunaleGiunta

Sarà ma qualcosa non va

impasse
Impasse

Sarà ma qualcosa non va. Sono passati già 13 giorni da quando il ballottaggio ha sancito la vittoria del centro sinistra e, ad oggi, la nuova giunta non ha ancora visto la luce.

Il Consiglio Comunale è stato convocato per lunedì 1 luglio alle 20:30 e all’ordine del giorno vi sarà ovviamente la presentazione della nuova giunta (ci mancherebbe, altrimenti potrebbe veramente essere un “tutto sbagliato tutto da rifare”).

Va bene prendersi tutto il tempo necessario ma è evidente che le idee non siano molto chiare o per meglio dire che non si riesca ad accontentare tutti.

Sicuramente può risolversi tutto nelle prossime ore, ma sono evidenti le difficoltà nel cercare di accontentare tutti, meritevoli e non.

Altro punto all’ordine del giorno è la surroga di un nuovo consigliere in relazione alle dimissioni (per motivi di lavoro?!?) della prima tra le elette nella lista Insieme per Cambiare.

Ribadisco quanto già espresso. Prendiamo per buone le motivazioni, pur permanendo i dubbi. Si tratta comunque di una candidata di punta, messa come seconda in lista (dopo di lei tutti in rigoroso ordine alfabetico) che ha ottenuto un ottimo risultato.

Dimettersi ancor prima di iniziare lascia perplessi.

Ognuno è libero di fare quello che meglio crede, ma politicamente è quantomeno inopportuno.

In attesa della nuova giunta….

Consiglio Comunale

Dimissioni

dimissioni nella nuova maggioranza

Si inizia subito con le dimissioni nella nuova maggioranza di sinistra. Si tratta della prima delle elette in quote rosa di Insieme per Cambiare, la lista ammiraglia dell’ex candidato sindaco Giovanni Giuranna.

Eravamo a conoscenza fin dal ballottaggio che le poltrone non sarebbero bastate al grande mucchio di liste della sinistra allargata.
Magari colei lo avesse fatto invece per la coerenza di non accettare gruppi dell’ex assessore Alparone ai posti di comando del CSX a scapito dei più attivi nell’ ex opposizione,

Potrebbe anche farle onore . Virtù che di questi ultimi tempi, da quelle parti, pare abbia ceduto il posto all’ opportunità ed alla convenienza.

Lega Paderno Dugnano

Analisi del voto

analisi del voto

In attesa di sapere la composizione della nuova giunta proviamo a fare un’analisi del voto e capire perché il centro destra è uscito sconfitto da questa tornata elettorale.

Il 26 maggio era emerso un panorama abbastanza chiaro ma che induceva a qualche riflessione in vista del successivo ballottaggio. La coalizione di centro destra (Lega+FdI+FI) è uscita con un 37,43% che induceva a ben sperare a fronte anche dei 14 punti percentuali di distacco sulla coalizione di Casati.

Sommando i dati di tutto il centro destra o di quello che si poteva reputare tale, in quanto tutti parte dell’amministrazione uscente, si ottiene un 60,92% contro un 39,08% delle sinistre. Dati che avrebbero fatto credere che il 9 giugno il centro destra avrebbe vinto con relativa facilità.

Ma questo non è avvenuto. Perché ? Perché entrano in gioco delle dinamiche difficilmente pronosticabili.

In primis l’affluenza. Siamo passati da un 65,93% ad um 44,50% quantificabile in 8079 votanti in meno. Se prendiamo in considerazione il 37,43% ottenuto dalla coalizione il 26 maggio per poter arrivare ad ottenere la vittoria al ballottaggio bisognava puntare ad un’affluenza intorno al 50%. Un’affluenza inferiore avrebbe spianato la strada ad un possibile ribaltone come poi è avvenuto.

Dopodiché gli apparentamenti. Abbiamo detto che, sulla carta, se tutte le forze del centro destra si fossero presentate unite avrebbero sfiorato il 61%. Di Maio però, per scelta politica di Bogani (che condivido) non si apparentato e ha preferito (?) andare con Casati. A questo punto abbiamo un centro sinistra che sale al 49,17% ed un centro destra che scende al 50,83%. Un margine estremante risibile.

In termini di votanti, tenendo conto dell’affluenza del 9 giugno avremmo avuto quindi 8247 votanti per il csx e 8525 per il cdx. Solo 278 voti di differenza.

La realtà ha detto invece che al ballottaggio il csx ha totalizzato 8426 voti contro gli 8112 del cdx. Una differenza di 314 voti. La previsione si è ribaltata.

Non potendo analizzare i voti dei singoli partiti possiamo però analizzare il voto nei vari quartieri. Il centro destra ha vinto a Cassina Amata, Incirano e Villaggio Ambrosiano. Ha perso a Palazzolo (feudo di Di Maio), Paderno (feudo di Casati), Calderara (male) e Dugnano (feudo di Ghioni apparentato con il cdx però). Ed è proprio qui che non sono arrivati i voti sperati.

Ecco quindi l’analisi politica. Se per Casati, l’apparentamento con Di Maio ha funzionato quello di Bogani con le liste di Ghioni no. Da questa analisi del voto ecco spiegata la sconfitta. Il perché non abbia funzionato sarà tema di un prossimo post.

Attendiamo trepidanti la nuova giunta. Potrebbe esserci qualche sorpresa.