Consiglio ComunaleGiuranna

Umiliato

umiliato
Giovanni Giuranna umiliato

Umiliato. Giovanni Giuranna alla prova dei fatti é stato umiliato di fronte ai propri elettori carichi di aspettative dall’arroganza del duo Casati – Di Maio.

Cinque anni all’opposizione ed una campagna da candidato sindaco e capo popolo incentrata sullo slogan “La città ai cittadini” ed alla fine, nonostante il più che buono risultato elettorale, si ritrova con un pugno di mosche in mano o quasi.

Farà parte di una giunta specchio della vecchia politica con un sindaco, un vice sindaco e la loro corte che saranno molto attivi e propositivi sui soliti temi che hanno caratterizzato i precedenti tre mandati del centro sinistra a Paderno Dugnano e lui potrà fare ben poco.

Non avrà nemmeno la possibilità di intrattenere il suo pubblico con i suoi melliflui monologhi. Potrà farlo in giunta, ma avranno voglia di ascoltarlo ? Ne dubito.

Non basta solo avere la poltrone, bisogna che siano di peso e lui, a non ce le ha.

Forse un appoggio esterno avrebbe avuto più senso. Così facendo ci sarebbe una maggioranza sempre a rischio di essere messa in difficoltà quando si giunge alla conta. Dal punto di vista di Giuranna questo però vorrebbe dire poter far pesare i suoi voti.

Questo aspetto gli è probabilmente sfuggito ed ecco che emerge tutta la sua inadeguatezza.

Memore dei cinque anni passati insieme ad un’inconcludente ed incapace opposizione che non è riuscita mai ad incidere sulle scelte della maggioranza ha pensato che per poter decidere fosse necessario sedere nella stanza dei bottoni.

Ma se quando sei dentro nella stanza non conti allora forse è utile far pesare i tuoi voti indebolendo la maggioranza. Fare politica significa anche essere furbi, scaltri e lui ha dimostrato di non esserlo. Per i puristi é un aspetto positivo ma in politica corri il rischio di essere fagocitato e umiliato, come è successo.

CasatiConsiglio ComunaleGiunta

A Ezio terzo va bene così

a ezio terzo va bene così

Tutti la aspettavano e finalmente dopo 16 giorni di gestazione nasce la nuova giunta. Un’attesa lunga, il cui esito non era così scontato viste le premesse.

Diciamolo chiaramente: E’ indubbiamente una giunta di sinistra, molto di sinistra. Di centro poco o nulla.

L’esito appunto. Balza subito all’occhio il fatto che siano stati nominati 6 assessori e non 7, possibilità che il sindaco si riserva di nominare nel prossimo futuro.

Perché questa scelta ? Non per una questione di risparmio ma perché Casati, da vecchio marpione stile prima repubblica, riesce a tenere sotto scacco la sua maggioranza dando la speranza a tutti, più o meno, di ambire al settimo assessorato.

Distribuendo le deleghe il tre volte sindaco ha attentamente evitato di creare assessorati troppo autorevoli mischiando le carte e soprattutto tenendo per se la delega all’urbanistica e all’edilizia privata. Il dubbio è che stia preparando l’ingresso di qualche professionista del settore. Vedi il settimo assessorato.

Giovanni Giuranna, uomo di sinistra travestito da insegnante di religione, viene disinnescato impedendogli l’ingresso nel gotha degli assessorati come urbanistica e bilancio. Il vero sconfitto dopo questo mercanteggiamento. Dimostra di non avere il phisique du role per fare politica. Un conto è fare il capo popolo altro è rimanere fermi sulle proprie posizioni e non accettare solo compromessi al ribasso.

Antonella Caniato, che per competenze, avrebbe avuto più senso delegarla alla scuola e cultura viene messa al bilancio. Obiettivo di Casati è mettere una persona di fiducia che non faccia danni o si metta di traverso.

Anna Varisco, una apparatčik, ambientalista di sinistra. Ma poiché in Italia il tema dell’ambiente è stato usato dalla sinistra come specchietto per le allodole per portare voti, è in tutto e per tutto una figura molto rossa e un poco verde. La sua delega pesante, ovvero la scuola, rispecchierà il suo credo politico ? Ne dubito perché la società non è più disposta ad ascoltare il solito refrain.

Michela Scorta, dal mio punto di vista, la definirei una radical chic. Ha deleghe di sinistra, da pasionaria. Deleghe che sarebbero state perfette in mano a Daniela Caputo, al momento rimasta fuori dai giochi. Ma anche qui Ezio Terzo ha giocato d’anticipo, disinnescando in anticipo ogni possibile fuga in avanti.

Giovanni Di Maio. Che dire del ras di Palazzolo ? E’ stato accontentato. Ha ottenuto la delega alla polizia locale e questo la dice lunga su come intende approcciare il tema sicurezza la nuova amministrazione. Con sufficienza. Senza investire troppo. Certo che alcuni suoi atteggiamenti troppo borderline potrebbero essere di imbarazzo per la nuova amministrazione.

Paolo Mapelli. Temo si possa ripetere l’errore già fatto dalla precedente amministrazione quando ha nominato Anna Campi. Purtroppo per affrontare un tema come il Carrefour e su quello che può rappresentare per Paderno Dugnano non si può avere come punto di osservazione quello della propria piccola attività commerciale. Ma forse, anche qui, a Ezio terzo va bene così.

Consiglio ComunaleGiunta

Di Maio ? No tu no

Di Maio non lo vogliono
Giovanni Di Maio

Di Maio ? No tu no. Questo sembra essere il motivo alla base del ritardo nel definire la nuova giunta di Paderno Dugnano.

I nomi che circolano sembrano essere questi: Casati (urbanistica), Mapelli (commercio e attività produttive), Varisco (scuola e cultura), Scorta (servizi sociali), Giuranna (lavori pubblici), Caniato (bilancio), Di Maio (?).

Ed è proprio qui che nasce il problema. Se lasciano Di Maio fuori dai giochi (farà il Vice Sindaco ???) il ras di Palazzolo darà battaglia e probabilmente si sfilerà dalla maggioranza. Bisogna capire se una sua uscita sarà seguita anche da Daniela Laganà, Simona Arosio e Michele Scirpoli, eletti nelle liste in appoggio alla sua candidatura a sindaco.

Un’uscita in blocco minerebbe, e non di poco, la maggioranza, ma in tutta onestà sembra un’ipotesi lontana anche perché sembra che non vi sia molta coesione e sicuramente gli eletti di 7 Frazioni sembrano rispondere più al padre “nobile” della lista (De Simone) che a Di Maio. Anche la Laganà sembra essere in rotta di collisione con Giovannino. Quindi nubi scure all’orizzonte.

Per quanto riguarda la giunta i nomi che circolano sembrano confermare la lotta intestina tra le donne del PD che avevamo già anticipato in un precedente articolo (Quote rosa e umore nero) . Per il resto aspettiamo l’ufficializzazione.

Intanto Paderno Dugnano aspetta. Sono già passati 16 giorni …

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Sarà ma qualcosa non va

impasse
Impasse

Sarà ma qualcosa non va. Sono passati già 13 giorni da quando il ballottaggio ha sancito la vittoria del centro sinistra e, ad oggi, la nuova giunta non ha ancora visto la luce.

Il Consiglio Comunale è stato convocato per lunedì 1 luglio alle 20:30 e all’ordine del giorno vi sarà ovviamente la presentazione della nuova giunta (ci mancherebbe, altrimenti potrebbe veramente essere un “tutto sbagliato tutto da rifare”).

Va bene prendersi tutto il tempo necessario ma è evidente che le idee non siano molto chiare o per meglio dire che non si riesca ad accontentare tutti.

Sicuramente può risolversi tutto nelle prossime ore, ma sono evidenti le difficoltà nel cercare di accontentare tutti, meritevoli e non.

Altro punto all’ordine del giorno è la surroga di un nuovo consigliere in relazione alle dimissioni (per motivi di lavoro?!?) della prima tra le elette nella lista Insieme per Cambiare.

Ribadisco quanto già espresso. Prendiamo per buone le motivazioni, pur permanendo i dubbi. Si tratta comunque di una candidata di punta, messa come seconda in lista (dopo di lei tutti in rigoroso ordine alfabetico) che ha ottenuto un ottimo risultato.

Dimettersi ancor prima di iniziare lascia perplessi.

Ognuno è libero di fare quello che meglio crede, ma politicamente è quantomeno inopportuno.

In attesa della nuova giunta….

Consiglio Comunale

Dimissioni

dimissioni nella nuova maggioranza

Si inizia subito con le dimissioni nella nuova maggioranza di sinistra. Si tratta della prima delle elette in quote rosa di Insieme per Cambiare, la lista ammiraglia dell’ex candidato sindaco Giovanni Giuranna.

Eravamo a conoscenza fin dal ballottaggio che le poltrone non sarebbero bastate al grande mucchio di liste della sinistra allargata.
Magari colei lo avesse fatto invece per la coerenza di non accettare gruppi dell’ex assessore Alparone ai posti di comando del CSX a scapito dei più attivi nell’ ex opposizione,

Potrebbe anche farle onore . Virtù che di questi ultimi tempi, da quelle parti, pare abbia ceduto il posto all’ opportunità ed alla convenienza.

Lega Paderno Dugnano

Analisi del voto

analisi del voto

In attesa di sapere la composizione della nuova giunta proviamo a fare un’analisi del voto e capire perché il centro destra è uscito sconfitto da questa tornata elettorale.

Il 26 maggio era emerso un panorama abbastanza chiaro ma che induceva a qualche riflessione in vista del successivo ballottaggio. La coalizione di centro destra (Lega+FdI+FI) è uscita con un 37,43% che induceva a ben sperare a fronte anche dei 14 punti percentuali di distacco sulla coalizione di Casati.

Sommando i dati di tutto il centro destra o di quello che si poteva reputare tale, in quanto tutti parte dell’amministrazione uscente, si ottiene un 60,92% contro un 39,08% delle sinistre. Dati che avrebbero fatto credere che il 9 giugno il centro destra avrebbe vinto con relativa facilità.

Ma questo non è avvenuto. Perché ? Perché entrano in gioco delle dinamiche difficilmente pronosticabili.

In primis l’affluenza. Siamo passati da un 65,93% ad um 44,50% quantificabile in 8079 votanti in meno. Se prendiamo in considerazione il 37,43% ottenuto dalla coalizione il 26 maggio per poter arrivare ad ottenere la vittoria al ballottaggio bisognava puntare ad un’affluenza intorno al 50%. Un’affluenza inferiore avrebbe spianato la strada ad un possibile ribaltone come poi è avvenuto.

Dopodiché gli apparentamenti. Abbiamo detto che, sulla carta, se tutte le forze del centro destra si fossero presentate unite avrebbero sfiorato il 61%. Di Maio però, per scelta politica di Bogani (che condivido) non si apparentato e ha preferito (?) andare con Casati. A questo punto abbiamo un centro sinistra che sale al 49,17% ed un centro destra che scende al 50,83%. Un margine estremante risibile.

In termini di votanti, tenendo conto dell’affluenza del 9 giugno avremmo avuto quindi 8247 votanti per il csx e 8525 per il cdx. Solo 278 voti di differenza.

La realtà ha detto invece che al ballottaggio il csx ha totalizzato 8426 voti contro gli 8112 del cdx. Una differenza di 314 voti. La previsione si è ribaltata.

Non potendo analizzare i voti dei singoli partiti possiamo però analizzare il voto nei vari quartieri. Il centro destra ha vinto a Cassina Amata, Incirano e Villaggio Ambrosiano. Ha perso a Palazzolo (feudo di Di Maio), Paderno (feudo di Casati), Calderara (male) e Dugnano (feudo di Ghioni apparentato con il cdx però). Ed è proprio qui che non sono arrivati i voti sperati.

Ecco quindi l’analisi politica. Se per Casati, l’apparentamento con Di Maio ha funzionato quello di Bogani con le liste di Ghioni no. Da questa analisi del voto ecco spiegata la sconfitta. Il perché non abbia funzionato sarà tema di un prossimo post.

Attendiamo trepidanti la nuova giunta. Potrebbe esserci qualche sorpresa.

Consiglio ComunaleGiunta

Basteranno le poltrone ?

basteranno le poltrone
Lentezze e difficoltà

Lentezze e difficoltà nella formazione della giunta comunale a Paderno Dugnano. 

Proviamo ad immaginarne le cause:
– un coacervo di partiti e liste di estrazioni diverse, se non diametralmente opposte, che per forza devono avere raggiunto una unità di scopo (lasciamo immaginare quale).
– il “dentro tutti” nelle liste potrebbe avere cagionato la presenza di potenziali subentranti eccessivamente sgraditi.
– un overbooking di poltrone promesse, per convincere tutti ad allearsi, che li avrà portati alla vittoria, ma che può portare ora alla rottura o con uno con l’altro. …

Consiglio Comunale

L’opposizione in consiglio comunale

L'opposizione in consiglio comunale
L’opposizione

E l’opposizione in consiglio comunale ? Fino ad ora abbiamo parlato solo della maggioranza perché è ovviamente quello che più stuzzica la curiosità. Gli altri 9 consiglieri però avranno un ruolo importante. Chi sono ?

Il gruppo più consistente é ovviamente quello della Lega – Paderno Dugnano con 6 consiglieri tra cui il candidato sindaco Gianluca Bogani che ha preso 9017 voti rispetto ai 5606 di Casati. Avremo quindi un sindaco di minoranza.

Vengono poi i gruppi singoli di Paderno Dugnano Cresce, Si per Ghioni e Forza Italia tutti con un singolo rappresentante.

Questi i nomi: Gianluca Bogani (Lega), Annunziato Papaleo (Lega), Francesco Boatto (Lega), Alessandra Landro (Lega), Francesco Rienzo (Lega), Mosconi Mario Giovanni (Lega), Alberto Ghioni (Si per Ghioni), Roberto Boffi (Paderno Dugnano Cresce) e Umberto Torraca (Forza Italia).

Che opposizione sarà ? La Lega è sicuramente coesa con un gruppo competente. L’esperienza non manca e la voglia di fare opposizione seria c’é. Inutile negarlo, la sconfitta è stata un brutto colpo. Il gruppo però, invece che implodere come spesso accade in questi casi, si è ricompattato con l’intenzione di rendere la vita particolarmente difficile al nuovo sindaco e alla sua giunta.

Ghioni e Boffi potrebbero essere, in caso di necessità, la stampella di Casati nel caso qualcuno si sfili dalla maggioranza. Non sposeranno tout court la politica di opposizione del gruppo di Bogani e sceglieranno invece un’opposizione di facciata ma sostanzialmente non troppo contro alla giunta.

Al momento Forza Italia, ai minimi storici, vive un momento di profonda depressione che impedirà, almeno nell’immediato, una proficua attività di opposizione.

Si prospetta quindi un’opposizione in consiglio comunale a trazione leghista.

Consiglio Comunale

Quote rosa e umore nero

Si prospetta all’orizzonte nel PD la grana delle quote rosa. Le donne del PD sono sul piede di guerra. Se sembra che per la Caniato non ci siano problemi (in realtà potrebbe esserci il problema dell’incompatibilta con il suo ruolo di dirigente scolastico. Ovviamente dipenderà dalle deleghe che riceverà) altra è invece la lotta intestina tra i due avvocati Daniela Caputo e Michela Scorta. Una delle due rimarrà quasi sicuramente con il cerino in mano e questa potrebbe essere la militante palazzolese (Palazzolo caput mundi) del PD nonostante abbia doppiato in termini di preferenze la Scorta. Entrambe avvocati ma con i caratteri agli antipodi. Una, la Caputo, la pasionaria del PD locale, molto a sinistra nel partito e spesso portavoce di battaglie che potrebbero imbarazzare l’ala moderata e filo cattolica del partito. L’altra, la Scorta, donna in carriera, con una presenza nel passato Consiglio Comunale abbastanza impalpabile. La Caputo avrebbe però un altro motivo per essere profondamente delusa. Il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale dato alla neo eletta ed inesperta Simona Arosio della lista 7 Frazioni anch’essa palazzolese doc. E qui oltre a quanto già esposto ci sarebbe anche un problema d’immagine personale in quanto tra gli eletti della frazione sarebbe quella che rimarrebbe con un pugno di mosche in mano e nemmeno la presidenza di una commissione potrebbe mitigare la sua delusione.