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GiuntaMaggioranza

Bonus Libri ? 76% in meno di richieste. Un fallimento !

Bonus Libri 2019
Bonus Libri 2019 – Un fallimento

Come temevano l’aver voluto inserire il tetto ISEE di 20.000 euro ha causato il fallimento del Bonus LIbri per l’anno scolastico 2019-2020.

In risposta all’ interrogazione del consigliere Ghioni, in cui veniva chiesto all’amministrazione di fare il punto sull’adesione delle famiglie al “Bonus Libri”, l’assessore Varisco dopo essersi ancora giustificata sul perché aver voluto inserire il tetto ISEE ed aver inserito una serie di grafici inserisce una tabella da cui si evince che 232 famiglie hanno fatto domanda per il Bonus Libri.

Domande Bonus Libri

Bene. O meglio male, molto male, perché questo vuole dire che 232 domande sono il 76% in meno rispetto alle 998 dello scorso anno.

Un fallimento. Punto e basta. I numeri sono impietosi. Avranno forse risparmiato ma rimane il fatto che 3/4 delle famiglie di Paderno Dugnano (città di benestanti quindi) non hanno avuto accesso a questa agevolazione.

CasatiConsiglio ComunaleLega Paderno DugnanoMaggioranza

Dietrofront della maggioranza

Dietro fronte della maggioranza di centro sinistra sul tema Genitore 1 e Genitore 2
Genitore 1 e Genitore 2

L’amministrazione di centrosinistra fa dietro front. Almeno questo é quanto emerso dall’intervento, in verità un po’ altezzoso, dell’assessore Varisco in risposta all’OdG presentato dalla Lega sulla presenza della dicitura Genitore 1 e Genitore 2 sui moduli di adesione al progetto “La stanza dei segreti”  distribuito nelle scuole di Paderno Dugnano nelle scorse settimane.

In realtà l’intervento dell’assessore non ha chiarito alcuni aspetti. Non ha sicuramente chiarito se l’amministrazione fosse a conoscenza dei moduli riportanti la dicitura Genitore 1 e Genitore 2. Ha ringraziato la Lega per averlo portato alla loro attenzione, ma dubitiamo fortemente che non ne fossero a conoscenza.

Noi siamo convinti che lo sapessero e che fosse stata una scelta consapevole. Non possono giustificarsi dicendo che anche durante le passate amministrazioni sui moduli era sempre stata presente la dicitura “genitori”. Certo che era presente ma non Genitore 1 e Genitore 2. Ed é una bella differenza.

Molto probabilmente qualcuno in maggioranza, o vicino ad essa, venuto a sapere di quanto stava succedendo, ha mostrato la propria contrarietà facendo fare retromarcia e di fatto bacchettando i peones pro LGBT presenti nella stessa.

Il tema, a nostro avviso, è molto delicato perché sostituire le parole padre e madre con Genitore 1 e Genitore 2 è un altro tassello che si vuole aggiungere al disegno atto a svuotare di significato l’essere genitore ovvero essere padre o madre.

Si vogliono confondere i ruoli. Sembra sia un modo di nascondersi dietro ad una neutralità che nella vita non esiste. Ci sono responsabilità etiche in primis, che l’essere padre e/o madre comporta. E’ un ulteriore passo che porta a destrutturare la famiglia affinché poi possa essere rigenerata come un’entità neutra, un contenitore in cui può essere inserito tutto ma che diventa un’altra cosa. Si vuole disumanizzare la famiglia e cancellare i fondamenti valoriali della comunità civile.

Intanto diciamolo chiaramente: nel nostro ordinamento giuridico, che ci piaccia o meno, un minore può essere figlio solo di un padre o di una madre e non di due uomini o di due donne… Quindi la legge vieta l’omogenitorialità come ribadito da una recente sentenza della consulta anche se giudici e sindaci, come spesso, troppo spesso, hanno fatto spallucce e sono andati per la loro strada.

Ci troviamo di fronte quindi ad un’ evidente forzatura e, come spesso accade, tutto ciò rende evidente la maestria di alcuni a complicare o rendere difficili le cose facili e che va, forse, a tutela di pochi e a discapito di tanti.

Se tale formulazione é nata anche con lo scopo di tutelare i figli dal fatto di non avere un padre o una madre, non può però risolvere il dolore della mancanza di una figura paterna o materna. Dico anche perché dal nostro punto di vista nasce con l’unico scopo di tutelare le coppie omogenitoriali.

Padre o madre non possono essere sostituiti. Non ci si può nascondere dietro a dei termini vuoti e generici. Ma mettiamoci nei panni anche di chi vuole essere padre o madre ed essere definito come tale. Siamo sicuri che l’essere definito Genitore 1 o Genitore 2 non possa creare un disagio e ingenerare confusione nei figli sul ruolo dei genitori ?

Non fosse altro perché si viene a creare una gerarchia numerica.

Ripeto una gerarchia numerica ! Che afferma che i genitori non sono più sullo stesso piano di dignità. Chi é l’1 e chi é il 2 ? I numeri come le parole hanno un significato e l’uno viene prima del due.

Se l’obiettivo, il progetto de “La stanza dei segreti” é quello di essere uno sportello di ascolto rivolto ai problemi dei minori, in una fase estremamente delicata della loro crescita, temo che l’uso di questi termini possa essere un messaggio fuorviante che ingenera dubbi sulla costituzione del nucleo familiare, ove invece va ribadito il pieno diritto di ogni minore ad essere cresciuto da un padre e da una madre.

Una madre, …. un padre danno ai figli il senso del loro passato, presente e futuro, ci permette di identificarci nelle generazioni successive. Snaturarne il ruolo toglie ai figli l’identità. Madri e padri hanno generato l’umanità. Questo é incontestabile. Vogliamo una società fatta di cloni e di fatto senza le diversità che poi generano ricchezza ?

Non sappiamo come si sia arrivati alla stesura di questo modulo. Due sono le cose incontestabili:

  • la dicitura in calce é presente e i moduli sono stati distribuiti
  • questa amministrazione ha apposto il proprio sigillo al modulo

Si tratta quindi dell’ennesimo pasticcio di quest’amministrazione.

Un appunto anche al presidente Arosio. Se l’OdG é stato presentato con carattere di urgenza un motivo c’era ed era quello che proprio in quei giorni i moduli erano in distribuzione e il nostro obiettivo era quello di bloccarne la consegna e sostituirli con quelli con la dicitura padre e madre. Ed invece il presidente non ha accolto il carattere di urgenza e l’OdG é stato discusso quasi un mese dopo quando ormai il danno era stato compiuto.

Andreotti diceva che a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Ecco pensiamo di averci azzeccato.

In ogni caso una nostra vittoria, una vittoria della Lega.

CasatiConsiglio ComunaleGiuntaLega Paderno DugnanoMaggioranza

Casati: che pasticcio !

Ezio Casati
Ezio Primo Casati

Prima delibera urbanistica dell’Amministrazione Casati, ennesimo pasticcio. La Giunta, infatti, aveva deliberato il 10 ottobre scorso di rigettare la proposta di piano attuativo in variante al PGT di una nota società immobiliare padernese relativo ad alcune aree poste in Via Coti Zelati a Palazzolo (delibera n. 143/2019). Peccato che uno dei soci della società proponente è un PARENTE PROSSIMO DEL SINDACO! Dunque, per espressa previsione normativa, il Sindaco non avrebbe potuto né votare e nemmeno presenziare alla seduta di Giunta (figuriamoci presiedere!) perché in conflitto di interessi, potendo influenzare il voto degli assessori.

Per questo motivo, all’indomani della delibera la Lega in persona del Capogruppo Bogani ha subito segnalato per iscritto il conflitto di interessi del Sindaco al Segretario comunale chiedendo le opportune verifiche. Grazie alla segnalazione della Lega, la Giunta ha quindi ANNULLATO in autotutela lo scorso 30 ottobre la propria delibera urbanistica (la prima del proprio mandato) perché ritenuta da loro stessi “ILLEGITTIMA” a causa del CONFLITTO DI INTERESSI DEL SINDACO (parole loro!).

Com’é possibile che un Sindaco con così tanta esperienza alle spalle sia così SPROVVEDUTO da non sapere che stava effettuando una delibera illegittima perché parente di uno dei proponenti? Gli altri Assessori erano a conoscenza del legame di parentela del Sindaco e perché rimangono
in silenzio? Cosa sarebbe successo se la Lega non fosse intervenuta e qualcuno avesse fatto ricorso al TAR ? Il Comune avrebbe speso soldi pubblici per difendersi e magari anche pagare i danni!

Ci aspettiamo ora che la Giunta chieda al più presto al Consiglio Comunale di pronunciarsi su questa variante al PGT, essendo il Consiglio l’organo competente ad approvare o a bocciare la proposta. E ci aspettiamo anche che i partiti di maggioranza ci dicano cosa pensano di questo ennesimo pasticcio.

E non é finita…

CasatiConsiglio ComunaleLega Paderno Dugnano

No signor sindaco, cosi non và

Il comunicato della Lega del 31 ottobre 2019
Comunicato Lega Paderno Dugnano

“Vada a risentire l’intervento che lei ha fatto e si faccia un esame di coscienza, consigliere Boatto, perché per l’ideologia si può veramente vendere il cervello a Satana, vendere il cervello a Satana”

Con queste parole, offensive, (qui il link al video) il primo cittadino di Paderno Dugnano Ezio Casati si é rivolto al consigliere della Lega Francesco Boatto nel corso del Consiglio Comunale di mercoledì 30 ottobre.

Un’offesa non solo rivolta ad un credente che si é sempre distinto per il suo grande impegno a favore della legalità e dei temi riguardanti la famiglia ed i minori ma anche ai suoi, tanti, elettori.

Oltre al chiaro nervosismo del sindaco, che questa volta è andato veramente troppo oltre, emerge in tutta la sua evidenza la faziosità del Presidente del Consiglio Comunale Simona Arosio la cui condotta non tutela quella parte dei consiglieri che non rispondono alla maggioranza.

Articolo del Notiziario del 31/10/2019

Il tutto evidenziato anche dal non voler convocare un Consiglio Comunale specifico sulle interrogazioni, mozioni e ordini del giorno presentati dalla Lega (vedi il nostro articolo del 12/10/2019) e non ultimo spingere per non portare in discussione un OdG urgente della Lega riguardante l’utilizzo della dicitura Genitore 1 e Genitore 2 al posto di mamma e papà sui moduli del progetto “La stanza dei segreti” distribuito agli alunni della scuola secondaria di primo grado Allende

Tutto ciò ha fatto passare in secondo piano la discussione sulle linee programmatiche della maggioranza che in tutta onestà hanno evidenziato, se ce ne fosse ancora bisogno, la mancanza di una chiara visione sul futuro della città.

Consiglio Comunale

La Lega chiede la convocazione di un Consiglio comunale per parlare finalmente di Paderno Dugnano!

La Lega chiede la convocazione di un Consiglio comunale
Convocazione di un Consiglio comunale

La Lega ha presentato oggi in Comune una richiesta di convocazione di Consiglio comunale in seduta straordinaria per parlare finalmente dei temi che stanno a cuore ai padernesi. Il Regolamento del Consiglio comunale, infatti, consente ad un quinto dei consiglieri in carica di chiedere al Presidente la convocazione dell’assemblea con un determinato ordine del giorno entro 20 giorni dalla richiesta: la Lega con i suoi 6 consiglieri ha deciso di esercitare questo diritto.


Dopo 4 mesi dalle elezioni, infatti, non abbiamo ancora visto nessuna proposta concreta per la città da parte della Giunta e nemmeno una discussione utile in Consiglio comunale sui veri problemi dei Padernesi. Per questo motivo, i Consiglieri della Lega hanno deciso di presentare ben 8 documenti tra mozioni, ordini del giorno, interrogazioni e una proposta di regolamento per discutere in Consiglio di questioni importanti come la riqualificazione di Palazzo Sanità e del Parco Lago Nord, la sicurezza dei padernesi, la tutela della famiglia e dei minori, una migliore viabilità.

In questo modo, tutti i Consiglieri comunali avranno l’opportunità di esprimere la loro opinione ed il loro voto su temi così rilevanti. La Lega vuole parlare di Paderno Dugnano!

Ecco l’ordine del giorno presentato:

  1. Comunicazioni
  2. Interrogazione *
  3. Ordine del giorno “Verità per Bibbiano”, presentato dal Consigliere comunale Boatto Francesco del gruppo Lega Paderno Dugnano;
  4. Mozione sulla “Istituzione del Servizio di Unità Cinofila ai sensi dell’art. 28 bis del Regolamento del Corpo di Polizia Locale vigente”, presentata dal Consigliere comunale Papaleo Annunziato del gruppo Lega Paderno Dugnano;
  5. Mozione per “Nuovi investimenti comunali per potenziare la sicurezza sul territorio”, presentata dal Consigliere comunale Papaleo Annunziato del gruppo Lega Paderno Dugnano;
  6. Mozione per azioni di controllo e monitoraggio minori in affido e comunità, presentata dal Consigliere comunale Boatto Francesco del gruppo Lega Paderno Dugnano;
  7. Mozione sulla riqualificazione di Palazzo Sanità: applicazione dell’avanzo di amministrazione, presentata dai Consiglieri comunali Bogani Gianluca e Rienzo Francesco del gruppo Lega Paderno Dugnano;
  8. Mozione sulla riqualificazione del Parco Lago Nord: applicazione dell’avanzo di amministrazione, presentata dai Consiglieri comunali Bogani Gianluca, Mosconi Mario e Rienzo Francesco del Gruppo Lega Paderno Dugnano;
  9. Istituzione del registro comunale della bigenitorialità e approvazione regolamento, deliberazione proposta dal Consigliere comunale Rienzo Francesco del gruppo Lega Paderno Dugnano;

* Interrogazione “Esistenza di barriere architettoniche ed estrema pericolosità della Via per Cassina Nuova e altre vie periferiche”, presentata dal Consigliere comunale Landro Alessandra del gruppo Lega Paderno Dugnano;

Lega Paderno Dugnano
Sezione comunale

Consiglio ComunaleGiurannaLega Paderno Dugnano

Una deludente maggioranza

La politica torna nelle scuole di Paderno Dugnano
Torna la politica nelle scuole di Paderno Dugnano ?

Seduta fiume del Consiglio Comunale ieri sera. Il Consiglio Comunale si é concluso a tarda notte dopo circa 6 ore di dibattimento in cui la maggioranza non ha saputo dare il meglio di se.

Due in particolare gli argomenti trattati che hanno monopolizzato il dibattito: Il Piano del Diritto allo Studio e l’Odg più delibera (che pasticcio !) presentato dai Giuranniani.

Il Piano del Diritto allo Studio ha due aspetti principali su cui la Lega, in particolare, ha dato battaglia.

In primo luogo il Bonus Libri. E’ stato ribadito, se ce ne fosse ancora bisogno, che inserire il limite ISEE di 20.000 euro, di fatto esclude un fetta importante delle famiglie di Paderno Dugnano creando un’ ovvia discriminazione. Purtroppo affermare che “… l’Amministrazione Comunale contribuirà all’acquisto dei libri di testo per tutti gli studenti della Scuola secondaria ….” non é corretto. Ribadiamo. Una buona parte delle famiglie ne sarà esclusa.

Di per se il Piano é un buon piano anche perché é stato fatto sulla falsariga di quello del 2018 a testimonianza del buon lavoro fatto dalla passata amministrazione ma oltre al Bonus Libri due aspetti ci hanno lasciati quantomeno preoccupati. Nessuna critica ai progetti didattici incentrarti sui temi ambientali e storici, peccato che siano proposti da Lega Ambiente e ANPI. La politica torna prepotentemente nella scuola e questo non ci vedrà mai d’accordo.

La scuola deve insegnare, fare cultura. Associazioni che fanno apertamente politica non devono entrare nella scuola e l’ANPI é una di queste. E questo é dimostrato dal fatto che nel corso dell’ultima campagna elettorale a Paderno Dugnano, insieme a LEGA AMBIENTE, si é schierata apertamente dalla parte della coalizione di centro sinistra. In altri ambiti hanno tutto il diritto di fare politica attiva, ma non nella scuola. Quindi dire che sono associazioni apolitiche sarebbe negare l’evidenza.

I Giurannaniani hanno portato un Ordine del giorno sulla salvaguardia dell’ambiente ed una proposta di delibera, che é sembrata in realtà un Odg mascherato, per l’adesione al Patto dei Sindaci. Purtroppo si é trattato, come spesso capita con le proposte dell’assessore, di tante belle parole e null’altro. Tra le altre cose l’opposizione ha criticato in maniera molto decisa la scelta del ministro dell’istruzione di autorizzare gli studenti a scioperare per partecipare alle manifestazioni ambientaliste che si tengono oggi nelle principali città trovando invece favorevole la maggioranza con qualche piccolo distinguo.

L’adesione al Patto dei Sindaci, il cui fine potrebbe anche essere condiviso, è stato però presentato in modo raffazzonato senza alcuna indicazione preventiva di spesa nonostante l’assessore fosse stato più volte sollecitato. Non si può impegnare una comunità senza avere un orizzonte di spesa. E’ stato semplicemente un voler gettare fumo negli occhi dei cittadini. Non una proposta concreta su come intervenire per mitigare gli effetti del cambiamento climatico a Paderno Dugnano. Un’amministrazione comunale si deve occupare dei problemi del proprio territorio non di altro.

Non mi soffermo sul ridicolo siparietto dell’assessore Giuranna. Diciamo che ha perso di vista il suo ruolo istituzionale. A poco sono servite le sue scuse.

Fuori luogo il richiamo piccato del sindaco ad una maggiore collaborazione da parte dell’opposizione leghista. Se questi sono i temi che la maggioranza vuole discutere sarà difficile trovare una Lega collaborativa.

Emerge, in tutta la sua evidenza, la difficoltà di condurre con equilibrio i lavori del Consiglio Comunale, da parte del Presidente. Del resto il suo ruolo stride con quello di capogruppo della Lista 7 frazioni che di fatto é stata congelata essendo lei l’unica sua rappresentante. Forse sarebbe stato meglio fare il capogruppo e rappresentare i propri elettori che scegliere invece una poltrona. Ma si sa, Paderno Dugnano é stata l’apripista di quanto successo a livello nazionale. 

Lega Paderno Dugnano

FESTA DELLA LEGA DI PADERNO DUGNANO, DAL 12 AL 15 SETTEMBRE AL PARCO TOTI

Festa della Lega

Si terrà da giovedì 12 a domenica 15 settembre 2019 la tradizionale Festa della Lega di Paderno Dugnano, che riunisce tutta l’area provinciale della Martesana. Ogni sera a partire dalle 19 presso il Parco Toti di Via Serra saranno disponibili cucina e bar, intrattenimento, musica e stand. Oltre agli interventi di moltissimi esponenti politici della Lega. Il programma completo è disponibile nella locandina in basso.

Il programma
Lega Paderno Dugnano

Ma io tifo per Salvini, non si poteva andare avanti così

Salvini
Salvini e l’ex premier Conte

Elogio di Salvini. Sì, proprio elogio, come nella tradizione celebrativa ottocentesca. Incondizionato.

Stando all’estero, nell’italianissima Eritrea, senza internet, mi arrivavano segnali discontinui sull’andamento della crisi.

Tutti perplessi e confusi, ma concordi su una cosa: Salvini ha sbagliato la mossa e scelto i tempi sbagliati. Interpretazione attribuita anche a voci non antagoniste come Giorgetti o i giornali di destra. Azzardo intempestivo e al buio: non un governo, ma una crisi balneare.

La controffensiva è aperta dalla vomitevole demagogia di Di Maio («non si dimette perché fa comodo avere l’auto blu e i voli di Stato mentre si fa campagna elettorale nelle spiagge»); e poi Pietro Grasso, il redivivo Rotondi, fino a Renzi che vuole uccidere il Pd per aiutare a sopravvivere i disperati dei Cinque stelle. E poi ancora i big grillini riuniti da Grillo che lo dichiarano «inaffidabile», Cangini di Forza Italia che lo accusa di «fallimento», la ministra Trenta, perfino Casini.

Non sono da meno i quotidiani. Il Fatto Quotidiano definisce Salvini «il mendicante», vede una Lega a pezzi e propone un sondaggio con tre elettori su quattro che vogliono naturalmente al governo M5s e centrosinistra. Non si sottrae il Corriere: «Salvini cerca una via d’uscita». Insomma abbiamo letto di tutto, abbiamo visto che l’incertezza di politici e commentatori si è scaricata su Salvini mostrandolo pentito e confuso. Doveva farlo prima. Non doveva farlo. Ha perso tutto. È finito. Oggi la tenera Alessia Morani saluta: «Quando esci dal ministero, mi raccomando, chiudi la porta e spegni la luce. Bacioni».

Non mi sono mai divertito tanto. Tutti i bambini piccoli che sono entrati ora in Parlamento e anche le vecchie volpi come Prodi, Bersani, Minniti e persino Feltri appaiono sconcertati e increduli per un gesto semplice (e universalmente condivisibile): dopo molta pazienza, Salvini ha capito che «con i Cinque stelle non si può governare». Provate per credere. Equivale al giudizio sul fascismo che Giancarlo Fusco, grande e dimenticato scrittore, attribuisce a D’Annunzio, il quale accompagnava in silenzio i suoi ospiti selezionati verso uno dei bagni sontuosi dei Vittoriale, e, indicando il water, esclamava: «Con la merda non si fabbrica». E su quello tutti convenivano, prima che Salvini, con onestà e risolutezza, lo dicesse, traendone le conseguenze. O era meglio litigare, annaspare nell’inconcludenza e fare finta di niente non facendo niente?

Nelle chat leghiste mai tanta incertezza dopo la decisione inevitabile e senza compromessi. Sono le menti deboli e opportuniste, per cui politica vuol dire calcolo. Salvini si è rivelato coraggioso e non opportunista. Mai visto prima. Gli italiani liberi hanno trovato un leader come loro, che dice e fa cose semplici, e che creando panico ha vinto in ogni caso: o riduce gli alleati all’obbedienza alle sue condizioni, o li costringe al suicidio futuro, con accordi disperati contronatura con Renzi. Con l’alleanza Pd-M5s avremmo due minoranze gonfiate per fare una maggioranza irreale, contro il bene e la volontà dell’Italia. Ci penserà poi il popolo, quando si voterà, scegliendo Salvini, ad annullare i due opportunisti: già conosciuti, già bocciati. I Cinque stelle hanno vinto all’opposizione e perso stando al governo: vogliono perdere ancora? Con il Pd? Vogliono sparire e continuare a morire? Cupio dissolvi.

Dunque Renzi, il più astuto, pensa di sostenere un governo con i 5 Stelle, magari non votando la sfiducia a Conte. Vuole il Pd di Zingaretti marginale e subalterno ai Cinque Stelle solo per ostacolare Salvini che, dalla coerenza, trarrà invece il maggior vantaggio politico. Renzi dimentica che la rappresentanza parlamentare dei Cinque Stelle è drogata, rispetto al peso reale, democraticamente accertato con le Europee. La realtà è che né ai 5 Stelle, né a Renzi il voto conviene, ma (ed è questo il paradosso) più lo rimandano e peggio sarà per loro.

Salvini domina con la linearità della sua posizione. Basta leggere i diversi linguaggi delle lettere scambiate con Conte: il premier sembra un politico consumato allineato con l’Europa; Salvini un soldato che crede alla battaglia. Conte cerca di essere elegante e imparziale, Salvini è brutale. Il non politico fa il politico, il politico fa l’impolitico. Uno vuole piacere, l’altro piace. È qui la sua forza, mai dominata dalla furbizia. È la logica di «uno contro tutti», dove il primo si fortifica nella contrapposizione con gli altri, che insieme non sono niente. Un vincente contro tutti i perdenti. Per questo, comunque finisca, Salvini vincerà. Non ha fatto calcoli, ha chiesto di votare subito. Ha sbagliato? Pagherà. Lasciate giudicare al popolo.

Semplicemente: Salvini ha rotto perché doveva rompere. Al momento giusto. Al Senato, il suo discorso – l’unico vero – infiammerà l’Italia. Lo invidio. Vorrei essere al suo posto. È l’ora del coraggio, non del compromesso. Si vince soltanto rischiando di perdere tutto.

Vittorio Sgarbi – ILGIORNALE.IT

Personalmente sono convinto che é stato un azzardo ponderato, mi sbaglierò ma siamo abituati ad una politica troppo calcolatrice. Se parametrizziamo tutto con la politica dal ’46 ad oggi secondo me sbagliamo perché in fin dei conti sono stati poco più di 70 anni fallimentari. Tenete conto che fino al 1989 la politica si è retta perché c’era la contrapposizione est-ovest. Dal 1990 ad oggi vedo solo il nulla. Forse Cossiga aveva sparigliato ma era solo contro tutti ed era limitato dall’essere Presidente della Repubblica. Il modo di fare e di agire di Salvini e della Lega è qualcosa che non ricordo. Un azzardo sicuramente ma con la solita politica non si va da nessuna parte.

Lega Paderno Dugnano

Droga, madre di tutti i crimini, figlia del sistema.

Cos’hanno in comune il padre, la madre che uccide il suo neonato o il figlio, il nipote che uccide la nonna o sua madre, l’ultra ucciso e la violenza negli stadi, il ragazzo che accoltella il carabiniere, il clan di ragazzini che provoca una strage in discoteca, il terrorista che ammazza la gente come capita, il guidatore che si schianta in auto o su ignari passanti, il guappo che spara sulla folla, il rapinatore che deruba e tortura il rapinato, l’adolescente che uccide o si uccide per futili motivi? La droga. Procurarsi la droga, spacciare la droga, controllare lo spaccio della droga, agire sotto effetto della droga o in crisi d’astinenza… In agosto si reclutano novizi.

La droga è il ponte tra la criminalità e l’immigrazione clandestina, tra la delinquenza e la povertà, tra lo sfruttamento e la disperazione; è una rotta globale che ci collega da Oriente al Sud-America. Lasciamo da parte le cronache giudiziarie, i temi di ordine pubblico e i rimedi efficaci per fronteggiare la piaga. Certo, c’è droga e droga. Ma il piano è inclinato, il fenomeno è progressivo, e l’allarme va graduato secondo il livello di pericolosità, ma si deve partire dall’alveo in cui sorge. Cerchiamo di fare la psico-storia della droga, la più rapida promessa di vita meravigliosa, per i guadagni illeciti che procura ai suoi impresari o per gli stati paradisiaci che produce ai suoi consumatori.

La droga è il sogno di un paradiso terrestre a portata di mano. È la via più breve per cambiare stato. Un sogno portatile e individuale, quando declinano le attese di redenzione affidate al cielo e agli dei, e quando finiscono pure i loro surrogati in terra, le utopie rivoluzionarie con l’attesa di un mondo migliore.

È la Ztl per entrare in paradiso da vivi e da subito. Se vuoi andare in cielo senza aspettare il permesso degli dei, anzi senza credere in loro e senza temerli, se vuoi fabbricarti l’eden a una piazza, tutto tuo, qui e ora, se l’importante – come dice la retorica del nostro tempo – è stare bene con sé stessi, allora sei in cerca di droga o di un suo succedaneo. Come l’alcol, la ludopatia, la pornografia, l’avventura esotica o altre scorciatoie per la beatitudine, dimenticando la vita reale. Il Dio segreto del nostro tempo è Dioniso, Bacco a Roma, il dio notturno dell’ebbrezza, del delirio e della trasgressione, dell’alcol e della droga, dell’orgia e dei tatuaggi.

L’uso della droga proviene da due mondi diversi rispetto alla tossicodipendenza presente. La prima è la pista remota di alcune civiltà premoderne, soprattutto orientali, che ne facevano uso rituale prima che comunitario, e perfino mistico. Era un modo sacrale per trascendere la realtà e le condizioni normali di esistenza, per acquisire visioni ed energie altrimenti inaccessibili.

La seconda è l’uso aristocratico che se ne faceva in Europa, a cavallo tra l’Ottocento e il novecento; una specie di lievito per gli artisti che galvanizza la creatività; ma anche l’accesso a un mondo esoterico, un piano superiore, uno stato d’illuminazione, riservato a pochi spiriti eletti. Molti autori e artisti ne hanno fatto uso, attori e cantanti ma anche autori definiti tradizionalisti, reazionari, conservatori. Sarebbe un elenco lungo e sicuramente lacunoso. Solo per citarne alcuni: Gabriele D’Annunzio e Drieu La Rochelle, Julius Evola e René Guénon, Ernst Junger e Gottfried Benn, Mircea Eliade ed Elémire Zolla.

Ma il fenomeno diventa di massa con l’americanizzazione della società. Si fa consumo aperto alle masse, ai giovani, a singoli e gruppi che vogliono rompere la regola: artisti, musicisti, creativi, trasgressivi in cerca di nuove esperienze. Agisce da rivolta antiborghese, anticattolica, antirazionale, contro ogni autorità, istituzione, potere. Si lega al fenomeno hippy, ai concerti psichedelici di musica pop, alla scoperta del verde e delle sue erbe, alle occupazioni studentesche e allo spirito trasgressivo e libertario del ’68. È lì che la droga si “democratizza”, si fa globale, non più esotica, esoterica o aristocratica. È lì che si “legittima”.

Il passaggio alla droga avviene quando si realizza che per cambiare il mondo basta cambiare gli occhi di chi l’osserva. È il miraggio di una libertà infinita, senza muri, anche se produce dipendenza totale da una merce e dai suoi spacciatori. La suprema mistificazione della droga è proprio questa: promette la libertà assoluta, rompe tutte le gabbie e poi ti schiavizza, t’ingabbia e ti costringe a vivere sotto il suo dominio assoluto, i suoi imperativi e i suoi fornitori. È il gradino estremo della volontà di potenza, l’elevazione del soggetto a dio momentaneo, la visione e l’estasi senza ascesi e senza divinità, il presente assoluto, senza passato e senza futuro; l’abolizione della realtà, del tempo, della natura e dei suoi limiti. La droga è alienazione radicale, lo stadio supremo del consumismo che si fa auto-consumo ed espande i desideri. Marx è capovolto, l’oppio diventa la religione dei popoli. Prometeo cede a Dioniso.

Ma la droga non rompe con la società presente e i suoi modelli, semmai è dentro la mentalità corrente, è la sua punta estrema, il suo esito finale e parossistico. Questa è la ragione nascosta che impedisce di sradicarla: è scritta dentro il codice mutante dei postumani e dell’endemico, libertario “cupio dissolvi”.

Senza amor fati, senso del limite, accettazione dei doveri e delle responsabilità verso il mondo, siamo disarmati a sconfiggere la droga. Non c’è legge o poliziotto che basti se il complice della “signorina” è nascosto dentro di noi. Per dirla col linguaggio sessantottino: la droga è figlia del sistema.

MV, Panorama n. 35 (2019)

Link all’articolo di Marcello Veneziani

Consiglio ComunaleLega Paderno Dugnano

Arroganza e demagogia. Questo è il PD

Il PD e le altre forze della maggioranza
I banchi della maggioranza

Ieri sera, nella prima parte della seduta del Consiglio Comunale, abbiamo assistito a qualcosa di nuovo e sicuramente poco edificante, politicamente parlando. Arroganza e demagogia. Questo è il PD.

Tra i vari punti all’ordine del giorno vi era l’elezione del Presidente e del Vice-Presidente del Consiglio Comunale.

Trovato l’accordo sul nome di Simona Arosio per quanto riguarda la presidenza abbiamo invece assistito ad un’ingerenza da parte del PD in merito all’elezione del vice.

La prassi è sempre stata che la scelta del vice fosse una faccenda interna alla minoranza con l’astensione della maggioranza.

Ieri sera, a fronte della proposta della minoranza nella minoranza (Si per Ghioni, Paderno Dugnano Cresce e Forza Italia) di portare avanti la debole candidatura di Roberto Boffi in contrapposizione a quella di Annunziato Papaleo (Lega) il PD, invece che astenersi, ha pensato bene di votare a favore insieme ai consiglieri di Di Maio, ma con l’astensione del Sindaco e dei consiglieri di Giuranna.

La prima considerazione è quella che il PD ha dimostrato un’arroganza e una mancanza di stile che lascia perplessi ed è probabilmente figlia della supponenza della loro capogruppo Daniela Caputo.

Ne prendiamo atto. Del resto la classe non é acqua.

Una seconda considerazione è da farsi all’interno della minoranza. Hanno voluto dimostrare di esserci ma soprattutto di gettare le basi per futuri inciuci con il sindaco. Ne eravamo convinti già da prima del 9 giugno e in tutta sincerità speriamo che decidano presto con chi stare. E’ una questione di correttezza e serietà nei confronti dei cittadini di Paderno Dugnano.

Archiviata l’elezione delle due cariche si è passati alla discussione dell’emendamento presentato dalla Lega contro la delibera di giunta che introduce il limite ISEE a 20.000 euro per poter fruire del Bonus Libri.

La Lega, dalla voce di tutti i suoi consiglieri, ha fatto sentire una ferma contrarietà alla delibera in quanto va a ledere il diritto allo studio come sancito dall’articolo 34 della nostra costituzione, ovvero la gratuità della scuola dell’obbligo oltreché smontare l’assioma che questa delibera sarebbe un segnale di equità sociale.

La costituzione non va interpretata come ci hanno voluto far intendere gli assessori e i consiglieri di maggioranza. Va semplicemente applicata. Delle interpretazioni se ne occupa la Corte Costituzionale, non la giunta comunale di Paderno Dugnano.

Parlare di equità sociale quando si escludono dalla fruizione del Bonus Libri gran parte delle famiglie normali ci sembra assurdo. Se avere un reddito ISEE superiore a 20.000 euro significa essere ricchi allora siamo nel paese del bengodi.

A proposito, noi sappiamo benissimo cos’é il reddito ISEE. Non so voi, vero assessore Varisco ?

Arroganza e demagogia. Questo è il PD. Quella della maggioranza é stata una scelta politica di cui se ne devono assumere la responsabilità.

Gli interventi dei consiglieri della Lega e le sterili repliche della maggioranza hanno protratto la discussione per oltre tre ore, cosa che non è piaciuta alla neo assessore al bilancio, Antonella Caniato, che a margine del proprio intervento sulla variazione di bilancio, in modo stizzito, ha detto “che non si possono perdere tre ore a discutere del Bonus Libri“.

Detto da una dirigente scolastica é a dir poco imbarazzante.

Un ultimo appunto anche sulla variazione di bilancio. Da quanto emerge dalla lettura dei numeri la sicurezza non è un tema su cui vuole investire questa amministrazione.

Ne prendiamo atto, ma ce ne dispiace perché a pagarne le conseguenze saranno i cittadini di Paderno Dugnano. Tutti.

Appuntamento a questa sera per la seconda parte del Consiglio Comunale.